Intervista al coach Simone Eglione

Intervista al coach Simone Eglione

Intervista al coach Simone Eglione alla fine della prima fase del campionato di serie D
“E’ un gruppo splendido, pronto a lottare con umiltà in campo”

simone.jpgCoach Simone Eglione, cominciamo con una presentazione per farti conoscere. Da dove vieni? Cosa fai nella vita? Quali sono i tuoi progetti?
“Ho 28 anni e sono nato a Salerno dove ho vissuto fino all’età di 14 anni, quando sono arrivato a Trento. Lavoro come impiegato e alleno il Basket Gardolo. Progetti? Tanti, ma in particolare due: far diventare una passione (l’allenatore) un lavoro e costruire una famiglia”.
Dacci una definizione del basket, in tre parole.
“Divertimento. Passione. Impegno”.
Siamo ormai alla fine della prima fase del campionato di serie D. Che giudizio ne dai?
“Non posso che esprimere un giudizio positivo a riguardo.
Credo ci sia un equilibrio sostanziale fra le prime sei squadre con le prime due (Piani Bolzano e Rovereto) che forse hanno qualcosina in più ma che sono costrette a sudare fino alla fine perché le outsider, come già dimostrato in questa prima fase, possono fare male e sono dietro l’angolo che aspettano e lottano per una posizione finale di rilievo”.
La società ti ha chiamato a guidare la prima squadra dopo l’esperienza stimolante ma difficile in C2, con un occhio particolare ai giovani da far crescere collaborando con i più “vecchi”, i giocatori più esperti. E hai dovuto gestire anche l’assenza temporanea di un pilastro come Jovan… Qual è il tuo bilancio?
“Il bilancio non può che essere di quelli con la freccia verso l’alto. Siamo partiti ad inizio stagione con l’obiettivo appunto di valorizazzione e integrazione dei giovani provenienti dal settore giovanile, affiancati a giocatori più navigati che avevano il compito di far migliorare e maturare questi ragazzi. Sotto questo punto di vista credo che l’obiettivo fino ad ora è stato
centrato. Il gruppo è splendido e ha una grande devozione al lavoro, questo ha fatto sì di riuscire a sopperire all’assenza di un tassello fondamentale come quello di Bjedic che è comunque pronto al rientro”.

Cosa ti aspetti dai giocatori in vista della nuova fase del
campionato, dalla palestra al campo di gara?
“Il trasportare sul campo tutto il lavoro tecnico – tattico che svolgiamo durante la settimana e il continuare a lottare con la giusta mentalità e umiltà sul campo tutte le gare da qui alla fine.
Solo così potremmo poi raccogliere i frutti del lavoro. Siamo un gruppo unito e dobbiamo continuare ad esserlo. Il nostro obiettivo è puramente di lavoro, l’obiettivo di risultato lo creiamo di partita in partita. Abbiamo dimostrato già tanto, secondo me. Ma continuando su questa strada
sono convinto che possiamo dimostrare ancora di più, migliorando a partire dai nostri errori e dando continuità alle cose fatte in maniera positiva”.
Hai avuto modo di conoscere, in questi tuoi primi “mesi gardoloti”, le squadre giovanili. Che idea ti sei fatto e che collaborazioni possono nascere con la prima squadra?
“In questi mesi mi sono fermato in palestra più volte a vedere gli
allenamenti delle giovanili. Abbiamo già ruotato in allenamento, e continuiamo a farlo, alcuni ragazzi dell’Under 17. Uno di loro, Daniel Dalla Betta, ha avuto anche l’occasione di esordire a 15 anni in serie D segnando 6 punti. Ecco, credo che questo sia un primo passo verso un’integrazione tra settore giovanile e prima squadra, anche perché abbiamo all’interno un buon numero di ragazzi volenterosi, nonché un bel gruppo allenatori competente.
E’ quindi presente una già avviata struttura del settore giovanile, credo che ora il lavoro da fare sia quello di porre le giuste basi per poter ambire a qualche risultato in più che possa dare così obiettivi diversi a tutto l’ambiente”.

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