Under 16: analisi del coach della stagione appena terminata

Dopo una stagione passata, finita con l’under 18 in final four, purtroppo con un secondo posto, ma con
un’esperienza indimenticabile; la stagione 2017/2018 inizia con una nuova esperienza in una nuova
categoria per me inusuale, l’under 16, nati 2002 e 2003; al mio fianco il mio vice fedele Lorenzo Gambino
e una bellissima novità con la new entry Davide Bertoluzza; pronti a buttarci in questa nuova avventura.
Il roster della squadra doveva rinunciare subito a due delle migliori pedine del 2002, Riccardo Troiano ed
Emanuele Prezzi, chiamati però a gareggiare in un campionato extra regionale con l’ Aquila per
un’occasione da non perdere assolutamente. 

Subito ci lasciavano anche 6 giocatori del 2003 che andavano a giocare col Lavis e da noi arrivavano 4
nuovi giocatori del 2002 da Lavis, Marcello, Elia, Saladino e Daniel; insieme ai nuovi arrivati, Christian,
e i gemelli di Taio, Denny e William che andavano ad aggiungersi ai già presenti gardoloti Fiorenzo,
Lorenzo, Pierlorenzo, Zied e Francesco, tutti del 2002, e Marco e Matteo del 2003, poi arrivava anche
Manuel del 2001, al primo anno di basket e non ancora pronto per affrontare un under 18.
La squadra era al completo e i numeri per affrontare gli allenamenti e il campionato erano sufficienti.
Sicuramente non era facile mettere insieme un gruppo con due realtà diverse, ma questo era uno degli
obiettivi stagionali, insieme ad altri-
Iniziavamo gli allenamenti in palestra e lavoravamo molto sui fondamentali, per cercare di migliorare la
tecnica individuale.
La presenza dei ragazzi era costante, anche se non sempre era supportata da un grande impegno.
Iniziava quindi il campionato e le prime due partite lasciavano presagire ad una stagione col botto, ma il
calendario ci era stato favorevole e alla terza partita, alla prima vera avversaria, perdevamo in casa 48 a
64.
Questa sconfitta ci faceva subito capire che non eravamo arrivati, anzi, che dovevamo lavorare molto di
più in palestra per migliorare; molti ragazzi non erano abituati a giocare e quindi avevano delle grosse
difficoltà perché non abituati; i coaches capivano che l’obiettivo doveva essere diverso, magari perdere le
partite di qualche punto in più, ma dar spazio a questi ragazzi che dovevano crescere giocando.
La stagione è proseguita con alti e bassi, prestazioni mostruose come a Riva col Riva B per 2 quarti in cui
eravamo sopra e prestazioni pessime, ad esempio col Val di Fiemme al ritorno, vinta con un rush finale
incredibile.
Esperienze positive sono state le due partite in cui hanno fatto da primo coach i miei due vice, Davide a
Merano col Charly Merano e Lorenzo in casa col Val di Fiemme, dopo aver fatto il corso per diventare
allenatori.
Credo sia stata una bella esperienza anche per loro, visto che sono ancora giocatori, per quanto sia
difficoltoso allenare, gestire una partita, effettuare i cambi e stare attenti a moltissime cose.
Purtroppo abbiamo finito la stagione con una bruttissima partita in casa contro il Villazzano, che
sicuramente si era rinforzato rispetto all’andata con alcuni giocatori ex Aquila, ma senza mettere in campo
quella grinta e quell’agonismo che in una partita di campionato devono essere presenti; al di la degli errori
tecnici che ci possono sempre stare.
Quest’ultima sconfitta ci ha fatto perdere la quinta posizione nella classifica finale, così siamo finiti sesti.
Al di la del risultato finale in classifica, credo che quest’ultima partita, abbia rispecchiato purtroppo
l’andamento della nostra stagione; l’impegno e l’agonismo mancante durante l’allenamento, veniva poi
riportato in partita, con il conseguente risultato negativo.
Oltre a questo spesso non siamo riusciti a mettere in campo il gioco dettato dai coach, e qui sicuramente
gran parte è colpa mia che non sono riuscito a trasmettere ai ragazzi l’entusiasmo e la voglia di giocare in
un certo modo e così spesso dagli spalti hanno visto un gruppo disorganizzato sia in attacco che in difesa.
Sicuramente alcuni ragazzi sono migliorati e hanno potuto finalmente giocare; altri purtroppo sono
regrediti andando avanti sempre nella loro direzione, senza ascoltare i consigli tecnici dei coaches.

Coach Marco “Rizzo” Paoli.

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